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Sono tanti (e collaudati) gli strumenti che utilizzo per coltivare il mio personale collegamento fra anima e fecondità creativa.
Alcuni te li ho già rivelati, come nel caso della vision board o della lista dei 101 desideri.
Oggi vorrei parlarti di un terzo strumento creativo molto speciale: l’appuntamento con l’artista.

SCOPRI L’APPUNTAMENTO CON L’ARTISTA

Si tratta di uno dei due esercizi base (l’altro compito, invece, consiste nelle pagine del mattino e non vedo l’ora di parlartene!) contenuti nel corso-libro “La via dell’artista” di Julia Cameron.
Più che un libro è un vero e proprio percorso di recupero creativo, che si svolge nell’arco di 12 settimane.
Chi riesce a sopravvivere fino alla fine ottiene au-to-ma-ti-ca-me-nte il ruolo di eroina!).
L’obiettivo è quello di lavorare sui blocchi creativi e sulla nostra capacità di liberare quell’artista che, secondo l’autrice, alberga dentro ognuno di noi.
Dato che è una pratica molto potente, preferisco che sia la stessa Julia Cameron a spiegarti di cosa si tratta:
“Si tratta di un certo periodo di tempo, circa due ore alla settimana, da dedicare con impegno esclusivamente al nutrimento della vostra coscienza creativa, all’artista che è in voi. Nella sua forma originaria, l’appuntamento con l’artista è un’escursione, un momento di gioco che vi ripromettete di difendere da qualsiasi intromissione. Non dovrete portare nessuno, tranne voi stessi e il vostro artista interiore, ovvero il vostro artista-bambino”.

L’appuntamento con l’artista è, come esprime molto chiaramente il nome, un appuntamento da fissare e vivere in solitaria compagnia con il nostro “artista interiore”. Cameron identifica questo “personaggio” nella bambina dentro di noi, la quale, come genitori distratti e troppo impegnati, abbiamo a lungo trascurato.
È importantissimo nutrire questa bambina, scegliere solo attività che siano interessanti PER LEI.
Attività non necessariamente utili o che la nostra parte adulta desidera intraprendere per qualche specifico motivo di miglioramento o competizione.

CREATIVITA’ CERCASI

L’appuntamento va concepito come un angolo libero dalle preoccupazioni quotidiane, ma che, a differenza di altre attività, come può essere il “ciondolare” fra un social e l’altro, non crea alienazione.
Ma organizzare questo spazio con te stessa ti aprirà anche ad una scoperta non troppo piacevole (attenzione, spoiler): molto probabilmente, cercherai di sabotarti in ogni modo!
Non desidero spaventarti, ma è una affermazione che nasce dalla mia esperienza personale.
La vera difficoltà di questo strumento non risiede del suo effettivo svolgimento, quanto nel lasciar andare la nostra parte adulta e resistente, che la stessa Cameron chiama “il guastafeste dentro di noi”, la quale ci intimerà di smettere di perdere tempo in stupidaggini.
Perché, inconsciamente, abbiamo associato la creatività con la genialità dei grandi artisti, con occupazioni meravigliose e attività affascinanti.
Credimi se ti dico che è proprio in quel momento che dovremo perseverare, sintonizzarci sulla voce del nostro artista-interiore, ascoltare cosa ci dice e rispettarne le risposte, senza giudicarle: si annoia? Forse vuole cambiare attività? È davvero questo che desidera fare? Oppure ho lasciato che l’adulta che sono decidesse al suo posto? La bambina dentro di me vorrebbe semplicemente lanciare sassi nel torrente, invece che imparare a suonare il violino?

Quando ti parlo di creatività, infatti, non intendo solamente quella artistica, legata alla pittura o alla musica, ma proprio quell’attitudine che ci permetteva, quando eravamo bambine, di inventare un intero mondo fantastico a partire da due semplici bottoni.

Se vogliamo che questa primordiale creatività torni ad abitarci, dobbiamo creare un rapporto di fiducia con la nostra artista interiore, facendole capire che l’accogliamo, che diamo valore ai suoi messaggi, che le dedichiamo del tempo di qualità.
E non quello “ritagliato” fra una call e una task di lavoro.

LA SOLITUDINE DELL’ARTISTA

La solitudine, a cui bisogna presentarsi ad ogni appuntamento con l’artista, è una delle cose, per me, più importanti.
“Ma perché”, mi chiederai, “se decido di passarlo al parco non posso portarmi dietro il mio adorato cane, lasciandolo allegramente scorrazzare nell’area comune?”
Perché questo momento di gioco con l’artista è IN TE, CON TE e deve essere libero da qualsiasi intromissione esterna
Pensaci: se porti il cane, dato che gli vuoi bene, vorrai assicurarti del suo benessere, vigilare che non litighi con il cane del vicino, etc…
Allo stesso modo, se condividi con altri l’appuntamento, potresti sentirti bloccata nell’esprimere i tuoi autentici desideri, prestando più attenzione alle richieste altrui.
Se non riesci a trovare un momento di solitudine dovresti, forse, identificare questa reazione come resistenza, entrare in relazione con l’artista che è in te e che sta cercando di comunicare attraverso il linguaggio della creatività.

Se vincerai queste resistenze, potrai scoprire come l’appuntamento sia in grado di insegnarti anche a difenderti dalle intrusioni di terzi, umani o animali, a rispettare i tuoi confini, di cui devi essere consapevole per far evolvere la tua creatività.

CONSIGLI DI ATTIVITÀ PER TUA BAMBINA-INTERIORE

Perciò, non trovare scuse e porta immediatamente la tua bamb…
… come dici? Non sapresti davvero dove portare la tua bambina interiore per farla giocare con ciò che le piace davvero?

Non ti preoccupare, per esperienza compendo come sia difficile lasciare che la nostra parte adulta non prenda il sopravvento nella scelta delle attività a cui dedicarsi.
Per aiutarti ho pensato di segnalarti una seconda risorsa che puoi trovare qui. Si tratta di un quaderno di appunti e idee, da leggere in ordine o sfogliare a piacere, in cui l’autrice, Keri Smith, propone 59 attività (da fare a casa o all’aperto) che ti invitano a guardare, scoprire ed inventare il mondo con occhi nuovi e curiosi.
Gli occhi della tua artista-bambina interiore.

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