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Per me Gennaio è il mese dei desideri, che come stelle cadenti, cadono sul mio quaderno scritto ancora inesorabilmente a mano, su cui campeggia il titolo: 101 desideri.

Se mi segui già su instagram e facebook, abbiamo mai preso un caffè insieme o hai avuto la sfortuna di sorbirti una delle mie immense chiacchierate che iniziano e non finiscono più, saprai già quanto io tenga all’etimologia delle parole in generale, per non parlare proprio della parola desiderio, che deriva dal latino de (privazione) sidus (stella).
De-sider-are significa quindi “sentire la mancanza delle stelle” e quindi ricercarle appassionatamente.
Ecco perché per ogni stella cadente bisogna esprimere un desiderio che verrà esaudito.

Perché insisto così tanto sull’atto del desiderare?
Perché sono più brava a lasciarmi ispirare che a farmi motivare, riesco meglio nei miei obiettivi quando li perseguo per piacere invece che per dovere e perché attraverso i desideri ho imparato cose su di me che non avrei mai immaginato.

I desideri sono ciò di cui si nutre la mia creatività.
Il verbo della mia anima.

Giui

i Desideri mi fanno sentire potente

Così da qualche anno utilizzo la tecnica dei 101 desideri di Igor Sibaldi, che se ancora non conosci ti riassumo.
Consiste nel trovare 150 desideri, di cui devi sceglierne 101 da trascrivere a mano su un quaderno e leggere ogni giorno per 365 giorni.
Già così è un’impresa titanica, aggiungici che:

  • ogni desiderio deve cominciare con “IO VOGLIO”
  • nelle frasi non deve comparire la parola NON o una qualsiasi NEGAZIONE
  • non puoi chiedere denaro
  • puoi utilizzare al massimo 14 parole per desiderio
  • non puoi fare paragoni (io voglio diventare importante come…)
  • non puoi chiedere cose seriali (io voglio una casa in montagna, una casa al mare…)
  • non chiedere per altri
  • possono essere solo desideri verificabili (invece che: io voglio diventare generoso, puoi scrivere: voglio donare la tal somma a X)
  • non devi utilizzare vezzeggiativi o diminutivi

Un adulto normalmente non arriva a più di 50 desideri, ecco perché per completare questo esercizio personalmente ci mettevo mesi.
Ultimamente mi sono velocizzata perché ho trovato “un mio metodo” per comprendere cosa desidero.

Prima penso a “come mi sento ora”, cosa c’è in questo stato che mi piace e che non mi piace, così da capire bene “come mi voglio sentire”. Una volta individuato ciò, penso a tutte le azioni e le cose che mi possono far sentire in quel determinato modo.
Applico questo procedimento alle diverse aree della mia vita, per esempio: spiritualità, lavoro, relazioni interpersonali.

In questo modo generalmente in tre giorni intensivi compilo la mia lista, ma non solo, viaggio all’interno di me.
Rivango sensazioni dimenticate, navigo trai pensieri che la società mi vieta di pensare, spezzo i legami del “DEVO”, intesso la mia vita al “VOGLIO”.
Tolgo le bende con cui copro gli occhi del cuore e torno a vedere chi realmente sono davanti allo specchio.

Ecco, perché amo particolarmente questa tecnica, se può interessarti nella prossima newsletter volevo condividere con te un pdf che ho creato per aiutarmi nell’operazione, altrimenti se questo metodo non fa per te, provane un altro e un altro ancora, ma non lasciarti diseredare dai tuoi desideri.
Prenditene cura, senza giudicarli, lascia che ti parlino della tua anima.
Inoltre vi è un’altro rito propiziatorio che utilizzo i primi dell’anno, quello di individuare una “parola guida”, ma di questo te ne parlo la prossima volta.

A presto,
ti auguro una buona serata piena di stelle cadenti.

Un abbraccio,
Giui

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