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“Perché gli amanti amano trascorrere tanto tempo insieme?” si domanda Platone nel Simposio. La risposta del filosofo greco è che, ben al di là dell’interesse sessuale, gli amanti hanno bisogno di tanto tempo per poter dire cose che altrimenti non riuscirebbero a dire. Se poi ci si domanda perché mai non le riescano a dire, la risposta è che le cose dell’amore, in quanto sfuggono alle regole della ragione, sono cose indicibili”.
Umberto Galimberti, Le cose dell’amore

 

Come ti ho già raccontato qui, la parola che ho scelto per guidare il mio nuovo anno è amore.
Una parola decisamente tutt’altro che banale, perché in realtà in sé racchiude mille significati.
In particolare, il tipo di amore di cui mi voglio circondare, che voglio sviluppare e da cui voglio farmi guidare è in realtà composto da tre tipologie di amore.
Se le cose dell’amore sono indicibili, per essere dette [perché di amore sentiamo sempre l’urgenza di parlare, come secoli di letteratura e filmografia insegnano] hanno bisogno di infinite parole, in grado di coglierne le sfumature.
Lo sapevano bene i greci, soprattutto il filosofo Platone, che utilizzava lemmi diversi per tre aspetti differenti dell’amore.

AGAPÈ

Agàpe si usava per definire l’amore spirituale. Un amore disinteressato, fraterno, smisurato, puro e infinito.
È un amore che, guardando al prossimo come se si guardasse a sé stessi, è privo di ogni connotazione erotica (Eros) o di sfumatura amicale (Filìa).
Con Agapè si intende l’amore che si prova andando oltre se stessi. È quell’amore che ci eleva e che ci fa divenire una cosa sola con il divino. È forse il più misterioso tra gli amori.

PHILÌA

Philìa è l’amore sentimentale, costituito dall’affetto e dalla simpatia. Un vincolo basato su fiducia, lealtà, condivisione, complice amicizia, affiatamento.
Un tipo di rapporto a cui i greci davano molta importanza perché era quello che si sviluppava fra eroi sul campo di battaglia, che avevano in comune interessi, sogni e opinioni. Ecco perché i rapporti tra gli eroi nei racconti greci ci appaiono confusi, perché nella loro cultura l’amore sentimentale era il medesimo che poteva crearsi tra amici e tra partner, non vi erano confini solidi, come siamo soliti intenderli noi oggi (per esempio, il legame tra Patroclo e Achille).
Platone dedica un intero dialogo a questa tematica, il Liside, definendo Philìa come un bisogno primario dell’essere umano, da anteporre ad ogni altra cosa.

EROS

Eros, nella storia mitologia più antica, è un dio della natura, senza genitori o nato dal Caos, presente ancora prima dei Titani o degli stessi Dei dell’Olimpo.
Come racconta Esiodo, da Eros nasce tutto il Cosmo perché questo Dio è la forza primordiale e vitale per antonomasia.
Successivamente Eros è rappresentato come figlio di Afrodite e Ares, Dio sanguinario della guerra, incarnando il desiderio violento e passionale che spinge verso la bellezza. Per questo Eros, quando possiede, lo fa con energia e in modo assoluto, portando alla follia.
Per i greci questo tipo di amore erotico non aveva una valenza positiva perché l’anima, passando dal mondo spirituale (Agàpe) a quello fisico (Eros), vaga alla ricerca di una soddisfazione carnale, che appena raggiunta prova sete per qualcos’altro, in un moto perpetuo e maniacale.
Con il tempo, soprattutto nella rappresentazione tardo romanica, Eros, divenendo Cupido, perde la peculiarità di forza cosmica per trasformarsi in un putto alato dalla faretra piena di frecce.

Esistono alte parole greche antiche per definire l’amore, che forse possono aiutarti ancora meglio a comprendere la vastità dell’argomento. Antèros è l’amore corrisposto, Himeros è la passione del momento, il desiderio fisico immediato, che chiede di essere soddisfatto. Pothos è il desiderio verso cui tendiamo, ciò che sogniamo, Storge è l’amore d’appartenenza, quello che è naturale tra parenti, Thelema è il piacere, il desiderio, di fare qualcosa.

COME SVILUPPARE L’AMORE ATTRAVERSO LE DEE

Avrai capito quindi che si fa presto a dire amore, ma molto meno presto a comprendere di che amore stiamo parlando.
Comprendere l’amore, che viviamo, che proviamo, che facciamo provare è molto utile per elevare noi stesse e noi stessi, perché se c’è una cosa che ho capito riguardo l’amore è che: è questo che ci rende essere umani migliori.

Per farlo ti consiglio di lavorare con le dee come Demetra, Rhiannon, Afrodite, Estia.
Soprattutto se dentro di te riconosci un forte archetipo Persefone o un archetipo Demetra sbilanciato, lavorare con queste dee ti sarà davvero molto utile!
Per farlo puoi prenotare il tuo servizio fotografico Goddess Portrait, scrivendomi che vuoi proprio lavorare su questo tema ed io ti aiuterò a farlo con un percorso personalizzato, che si concluderà con un servizio fotografico per manifestare la dea dentro di te, una nuova dea, piena di amore.
Oppure, se vuoi comprendere meglio l’amore che ti lega al tuo o alla tua compagna di vita puoi contattarmi per realizzare il mio servizio fotografico sciamanico dedicato alle coppie.

 

 

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