“La pace entra nel cuore degli uomini quando essi si rendono conto della loro relazione e unità con l’universo e con tutto il suo potere, quando si rendono conto che al centro dell’universo dimora Wakan Tanka, e che quel centro è ovunque, è dentro ognuno di noi”

– Alce Nero

giui russo

Gaia o Gea, dal Greco Γῆ, è la a Madre Terra, è la madre primordiale, autocreatasi, madre di sé stessa e di tutti gli dei.
Nei miti della creazione di quasi tutte le mitologie mondiali, esiste una divinità primordiale, che emerge dal caos per dare inizio al processo di creazione.
Per gli antichi greci questa divinità prima aveva il nome di Gaia.

L’ARCHETIPO: IL FEMMINILE SACRO

Gaia rappresenta l’amore dell’Universale Creazione, perché radicato e consapevole del ciclo vita/morte/vita.
Questo archetipo è in noi quando ci sentiamo attratte da un legame universale, molto più potente di qualsiasi legame umano.
O quando sentiamo la spinta a radicarci nel corpo e attraverso di lui nella Terra.
Gaia è un archetipo madre, ma portatrice di una visione della maternità distante da quella moderna, che è connessa al patriarcato.
La maternità di cui è artefice Gaia è la maternità che echeggia nei racconti delle primordiali società matriarcali, in cui i figli non erano “di un padre o di una madre”, ma della comunità.

Attiviamo dentro di noi l’archetipo di Gaia quando torniamo alla natura e nutriamo il nostro legame con il principio universale, sentendoci parte del tutto.

Forse per comprendere al meglio la forza di questo archetipo possiamo pensare ad una donna come Angelina Jolie.
L’attrice oggi è una filantropa, attivista, ambasciatrice dell’UNHCR, anche se non ha mai nascosto di aver avuto un’adolescenza trasgressiva e tormentata.
Ha spesso raccontato che ha “partorito” una nuova versione di sé quando ha adottato il suo primo figlio, nato in Cambogia.
Oggi, Angelina ha in totale 6 figli, fra bambini adottati da condizioni disagiate e parti naturali.
Non è la classica mamma chioccia, e in una intervista ha detto di immaginarsi un po’ come Jane Goodall, l’antropologa famosa per i suoi studi sugli scimpanzé e per il suo impegno e tutela dell’ambiente.

Angelina e Jane sono due moderne Gaia, non solo perché rappresentano l’archetipo della “madre” in senso stretto, ma anche perché hanno deciso di sperimentare una nuova connessione con la terra e con il femminile.

A Gaia torniamo infatti ogni volta che nutriamo il nostro legame con tutte le creature della terra, accudendo una pianta, un animale, un bambino o anche noi stesse.

come costruire un altare

SPERIMENTARE GAIA ATTRAVERSO L’AUTORITRATTO

Per quanto riguarda la fotografia, puoi ritrovare questo archetipo in una fotografa che adoro tantissimo, Judy Dater. Nei suoi scatti è molto presente il nudo: non l’oggettivazione della donna come quando è spogliata per motivi commerciali, ma il corpo nella sua totale naturalezza, che interagisce costantemente con la natura.

Amo tantissimo anche Laura Zalenga perché lei, come me, crede nel potere curativo dell’autoritratto.
Un tema molto presente nella sua fotografia è la denuncia dell’urbanizzazione del paesaggio e il contrasto fra la natura e l’intervento umano.

Prendendo spunto da queste fotografe, la macchina fotografica può aiutarti a connetterti con Gaia: un’ottimo modo per farlo è scattare il tuo autoritratto in un luogo completamente aperto, in mezzo alla natura, magari praticando il re-wilding, se ti senti a tuo agio. Perché manifestare questa dea è riconnettersi al principio divino femminile e a Madre Terra.

Altra fotografa in cui puoi ritrovare Gaia, come accoglienza e cura per il proprio corpo, è Mari Katayama.
Lei ha saputo trasformare la sua rarissima malattia genetica in un’opera d’arte. Per esempio, nei suoi scatti non nasconde la curiosa silhouette di mani e gambe, ma la enfatizza usando mazzi di fiori o altri espedienti creativi.

PER QUALI NECESSITÀ EVOCARE E LAVORARE CON GAIA

Quali sono i momenti in cui questo prezioso archetipo può venire in aiuto anche a te con la sua forza?

Ecco per quali necessità ti consiglio di evocarla:

  • quando aspetti un bambino
  • quando vorresti un bambino, ma questo non arriva (ricorda però che il lavoro con Gaia non può sostituirsi in alcun modo ad un supporto medico)
  • quando hai bisogno di partorire simbolicamente una nuova versione di te stessa
  • quando hai bisogno di riconnetterti con il tuo corpo, imparare ad amarlo, soprattutto nel corso di una malattia, nel ricovero post malattia o dopo grandi stravolgimenti fisici come perdite o aumenti di peso, parto e post parto.

Tramite Gaia puoi lasciarti inondare dalla forza della natura, per ritrovare appunto la parte più “naturale” e autentica di te stessa. Grazie a Gaia possiamo radicarci, come fossimo degli alberi, nel nostro centro, può esserti quindi utile quando:

  • hai necessità di fare chiarezza sui tuoi bisogni, siano essi personali o lavorativi
  • vuoi lavorare sulla tua visione a lungo termine
  • vuoi comprendere i tuoi talenti
  • hai bisogno di lavorare sull’accettazione dei tuoi limiti 
  • vuoi implementare il tuo istinto

Gaia è l’archetipo che ti permette di tornare alla natura e che può aiutarti a:

  • vivere una vita più ciclica
  • sperimentare un amore non egocentrico, perché radicato e consapevole del cerchio vita/morte/vita.
  • darti la forza per portare avanti qualsiasi battaglia legata all’ambiente o di tipo sociale.

VUOI SCOPRIRE QUANTA GAIA C’È DENTRO DI TE?

Per me Gaia è un archetipo molto importante, grazie a cui non mi sono mai più sentita sola, iniziando a “sentirmi” parte del tutto.

Se vuoi sperimentare anche tu questa connessione universale, puoi iniziare da un test gratuito che ho creato appositamente per te e che ti aiuterà a scoprire quanta Gaia c’è dentro di te.

Sia che tu non la conosca ancora bene, sia che gli archetipi delle dee siano uno strumento che già pratichi da tempo, questo test ti permetterà di sperimentare Gaia, e scoprire come puoi portare la sua forza nella tua quotidianità

QUANTA DEA GAIA C'È DENTRO DI TE?

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