Perché in ritratti fotografici consapevoli, autentici e potenti, vi è una grande differenza tra pose e posizioni di potere.
Quando pensiamo a un servizio fotografico, spesso ci viene in mente l’immagine di qualcuno che “posa”: spalle dritte, sorriso forzato, magari una mano nei capelli perché “sta bene in foto”.
Se stiamo facendo un servizio fotografico per la nostra attività o il nostro personal brand, riempiamo la cartella ispirazionale con donne sedute sull’orlo della sedia, gambe affusolate e accavallate in posizioni che vogliono sembrare naturali, ma non lo sono per nulla.
Se invece ci stiamo facendo fotografare per immortalare un momento di vita personale, magari perché siamo in gravidanza, vogliamo festeggiare il nostro nuovo giro di giostra o altri svariati motivi, ecco che nella ricerca per cercare di capire dove mettere le mani e dove guardare mentre ci fotografano troviamo sempre le stesse immagini: una mano sopra la pancia ed una sotto, sguardo dolce o ammiccante che guarda in camera.
Come se ancora nel 2025 una donna potesse essere solo “dolce” e portare l’archetipo della madre, o “sexy” e portare l’archetipo opposto…
Basta una rapida ricerca su TikTok per trovare tutorial su come posare nei servizi fotografici per sembrare più belle, più magre, più “instagrammabili”, oppure “più professionali”, più sicure di se stesse…
Ma c’è una differenza profonda tra pose fotografiche e posizioni di potere.
È qui che nasce il mio approccio alla fotografia rituale: un’esperienza profonda, che unisce l’immagine all’embodiment, l’arte alla trasformazione energetica.
Le pose fotografiche: forma, ma non sostanza
Le pose sono schemi esterni, appresi, ripetuti, copiati.
Sono utili? si, se vuoi fotografie che siano “la copia di mille riassunti”.
Sinceramente credo che siano persino controproducenti, non etiche, non reali e non inclusive.
Forse pensi che stia esagerando…ma pensaci un attimo: quante di queste immagini rappresentano corpi reali?
Credi davvero che quelle pose, mostrate da modelle di professione o ragazze e donne con una fisicità che rispecchia, ormai antiquati, canoni estetici, possano avere lo stesso effetto visivo se le copiamo io e te?
Donne reali, donne normali, donne con corpi che raccontano una storia diversa, una storia unica, una storia vera.
Tutte quelle “ispirazioni visive” rischiano di non ispirarti, ma di bloccarti, di incatenarti, depotenziandoti e distogliendoti da chi sei davvero.
Solitamente in una sessione fotografica tradizionale, si lavora su come “venire bene” in foto.
Si cerca la luce giusta, l’angolazione giusta, l’espressione giusta, che quasi sempre è quella che ci “mostra più magre”.
Ma tutto questo è una maschera, un’immagine costruita.
Le posizioni di potere: embodiment davanti all’obiettivo
Nel mio lavoro da anni ho iniziato a integrare la fotografia con le pratiche somatiche, lo yoga, il breathwork, le teoria sul linguaggio del corpo e le tecniche di embodiment.
Da qui nasce la differenza fondamentale:
Le pose imitano.
Le posizioni di potere incarnano.
Quando il corpo si muove da dentro — ispirato da un’emozione, un’intenzione, un respiro consapevole — cambia chimicamente.
In base a ciò che vogliamo comunicare di te, in base all’archetipo che vogliamo incarnare (un archetipo più inclusivo, più potente di quello della “madre” o “amante), scelgo le pratiche adatte, per far abbassare il tuo cortisolo, alzare il testosterone, lasciare aprire il cuore e calmare il tuo sistema nervoso.
No, nei miei servizi fotografici, non posi, ma canalizzi un’energia.
E questo si vede nelle immagini.
Cosa succede quando il corpo si allinea all’anima?
Quando lavoriamo insieme attraverso le posizioni di potere:
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Il corpo non è un oggetto da mostrare, ma diviene un veicolo di presenza.
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Ogni gesto parte da dentro: un respiro, una parola chiave, un’intenzione.
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Le foto che emergono non solo ti somigliano: ti raccontano.
Un cambiamento che va oltre la fotografia
Questa non è solo una questione estetica. È un’esperienza trasformativa.
Chi ha fatto un servizio con me lo sa: la fotografia diventa uno spazio sacro, dove il corpo si riconnette con la sua verità. Non si tratta più di “venire bene in foto”, ma di essere allineatə. Di vederti — davvero — forse per la prima volta.
Benefici di una sessione fotografica rituale, con approccio somatico:
- Riduci l’ansia da fotocamera
- Entri in uno stato di presenza e fiducia
- Esprimi chi sei, non chi pensi di dover essere
- Attivi il corpo come strumento energetico
- Le tue fotografie diventano talismani per portarti a ricordare la Dea dentro di te
Vuoi vivere un’esperienza di fotografia rituale?
Se senti che è arrivato il momento di uscire dalle pose e entrare nel tuo potere, di portare più autenticità, presenza e energia nel tuo modo di essere fotografatə, allora sei pronta per i miei servizi fotografici come Goddess Portrait e Goddess Brand
Cosa faremo insieme? lavoreremo con il corpo, il respiro e la tua energia, per poter scoprire e portare nelle immagini la Dea dentro di te.
Il risultato? Immagini autentiche, che ti parlano, ti raccontano, ti potenziano.
Sarà un vero onore accompagnarti in questo viaggio.
Un abbraccio,
Giui





