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La vita non è un film ma forse è un romanzo.
Nello specifico la nostra estate è stata un romanzo di Gabriele Garcia Marquez.
“Tornerà una seconda ondata, tornerà il covid”
Tutti lo sapevano, ma nessuno lo ha evitato.
Non ci è rimasta che la compagnia di questa profezia avverata, sintetizzata pure in una parola orribile: lockdown.
Sarebbe stata una consolazione almeno trovare un sostantivo, che racchiudesse foneticamente le sensazioni, che non riusciamo ad esprimere.
Del resto non dovrebbero servire a questo le parole?
A rendere universali cicatrici personali?
A tradurre, decifrare, i nostri sentimenti in discorsi utili per la collettività?

Insomma, avrei preferito una parola con molte Erre, perché no, qualche Zeta e pure una S che ricordasse il sibilare della solitudine, che è la controindicazione peggiore, scritta nell’opuscolo informativo che non ci hanno dato, per affrontare questa situazione.
Parlando con un’amica ho scoperto che in Spagna dove abita lei lockdown si dice “confinamiento”.
Mi sembra una parola bellissima.
Continuo a ripeterla e mi immagino già una storia d’amore passionale, per cui, di due amanti, uno è costretto a non oltrepassare il confine regionale per vedere l’altro.
Una quarantena passata a desiderarsi, a pochi chilometri di distanza, senza potersi toccare mai.
Ecco, questa sì che è una parola che parla e traduce sentimenti.
“Lock” invece fa il suono di qualcuno che chiude la porta a chiave, senza nessuna ragione e tu non sai se la riaprirà mai.
È un suono che toglie potere, autonomia e non la ripaga nemmeno con un briciolo di poesia.

Un attimo, “Mea culpa”!

Forse non riesco a coglierne le sfaccettature perché tra me e l’inglese non è mai scattata un’affinità elettiva.
Ancora mi chiedo perché farfalla si dica ali di burro.
Sta di fatto che in questa cronaca di assenza rassegnata, non ci hanno regalato nemmeno una parola che sappia di poesia.
Di speranza. Di eroicità. Di pane con il burro.
Credo ne inventerò una io, intanto che continuo a chiedermi se qualcuno è mai riuscito a spalmare il volo di farfalle su una fetta di realtà.

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