MENU
D

Dea sumera dell’amore, dell’amore sessuale, della fecondità e della bellezza, ma anche del grano, della guerra. Contemporaneamente regina della terra e del cielo, della materia e dello spirito, dell’oscurità e della luce. Pur possedendo qualità sumere è una figura che ha assorbito caratteristiche e mitologemi, da un ancor più lontano passato preistorico. Sono state trovata tavolette di argilla contenente il nome di Inanna risalenti a quasi 3400 anni fa, con il nome della Dea in forma di pittogramma. Una Dea dalle tante sfaccettature, spesso paradossali, che suggeriscono l’idea di un femminile completo. Le storie ed i miti tramandati su di lei sono di importantissimo valore storico, perché mostrano come le incursioni del patriarcato abbiano modificato la società di allora, con la conseguente perdita di status per le donne e per la Dea, che da “Dea di ogni cosa” si trasformò solamente in una Dea seduttrice e ammaliatrice.

 

INANNA: IL MITO

Inanna, spinta secondo alcune fonti dalla curiosità, secondo altre dall’ambizione, scese nel mondo sotterraneo per fare visita a sua sorella.
Prima di incamminarsi, avvertì Ninshuba, la sua seconda in comando, che se non fosse tornata entro tre giorni e tre notti, questa avrebbe dovuto organizzare grandi cerimonie funebri e chiamare le maggiori divinità perché andassero in suo soccorso.

Nel suo viaggio la dea venne fermata dal custode, Neti, che le chiese il motivo della visita. Ella disse che era venuta per rendere omaggio a sua sorella Ereshkigal, signora dell’oltretomba. Neti le chiese di lasciare ad ognuno dei sette cancelli degli inferi, uno dei suoi indumenti o ornamenti, che simbolicamente rappresentano i “me”, che possiamo definire “i poteri” della dea, che lei stessa aveva sottratto ad Enki, dio della saggezza, per condividerli con l’umanità.

Cancello dopo cancello, Inanna rinunciò ad ogni abito e con lui ad ogni suo potere, trovandosi splendidamente nuda di fronte alla sorella Ereshkigal, che stava piangendo la morte del marito e presa da un attacco di ira uccise la sorella.
Per tre giorni e tre notti il cadavere di Inanna rimase appeso a testa in giù. Non vedendola tornare Ninshuba chiese aiuto agli altri dei. Enki accorse in aiuto, creando due creature, il Kurgarra e il Galatur che piansero insieme ad Ereshkigal la morte del marito, la quale si intenerì e riportò in vita Inanna, avvertendola però che avrebbe potuto lasciare il mondo infero, solo se avesse trovato un sostituto che sarebbe rimasto per sempre al suo posto.

Inanna risalì, seguita dai due demoni, che afferravano l’uno dopo l’altro tutti coloro che incontravano, porgendoli ad Inanna come suoi sostituti.
Ogni volta però la dea liberava i prigionieri, ricordandosi qualche buona azione che questi avevano avuto nei suoi confronti.
Quando giunse ad Uruk, la sua città sacra, trovò però il suo amante Dumuzi seduto sul suo trono.
Funesta per il tradimento, non ebbe dubbi ed ordinò che proprio lui la sostituisse e fosse portato negli inferi al suo posto.
In seguito Gestinanna, la sorella di Dumuzi si offrì per passare al posto del fratello metà del tempo che questi avrebbe dovuto passare nell’oltretomba.
Il mito, che da una parte vuole spiegare il ciclo della vegetazione, è una vera e propria risorsa dal punto di vista archetipico!

INANNA: L’ARCHETIPO

Inanna rappresentare l’archetipo ideale della donna moderna, profondamente femminile, che può essere anche madre e non “solo madre”.
Una donna emancipata, “risolta”, che non ha paura di incontrare la sua ombra, che integra perfettamente in sé maschile e femminile.
Sua sorella Ereshkigal, il cui nome significa “signora del gran luogo inferiore”, rappresenta l’archetipo dell’ombra, come la potrebbe intendere Jung.
Insieme le due dee formano il disegno bipolare della totalità del femminile archetipico.
In questa dea vi è una rabbia primordiale, un’istintività atavica e incontrollabile, come quelle forze subconscie che tentano ogni giorno di sopraffare l’Io, ma al contempo vi è l’amore più profondo, luminoso ed alto, che è manifestazione dell’universo.
È al tempo stesso distruzione, trasformazione e creazione.
Per comprendere meglio ciò di cui parlo, ti lascio alcune citazioni di un libro che ho adorato e che parla di questa Dea:

“Inanna è un movimento irresistibile che dirige l’immaginazione. Nel nostro pantheon di dee occidentali non abbiamo nulla che che si avvicini al suo dominio e alla sua varietà. Inanna è un focolaio di consapevolezza particolare che tenta di incarnarsi e di definire se stessa”

La discesa di Inanna è spiegata con la necessità per la psiche di confrontarsi con il proprio “lato oscuro” (Ereshkigal), connesso all’istintualità cieca e alla distruttività (la “pulsione di morte” di Freud), per raggiungere l’equilibrio e la completezza.

“Inanna è uno specchio che Jung definì la contraddizione abissale della natura umana. Lei ci mostra con durezza i nostri opposti, è una manifestazione divina dell’unione definitiva degli opposti, mostrando all’umanità la sua natura contraddittoria.”
“Inanna, signora dal cuore immenso” Betty de shong Meador

 

MANIFESTARE INANNA

Se vuoi manifestare questa meravigliosa Dea, non posso che consigliarti il percorso di Goddess Portrait!

VUOI CHE TI AIUTI A MANIFESTARE

LA DEA DENTRO DI TE?

Scopri il scro nel tuo quotidiano, fai del tuo ordinario una poesia.

Scopri il servizio fotografico Goddess Portrait
CLOSE MENU