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SAMUEL TAYLOR COLERIDGE, NOTEBOOKS

“He looked at his own Soul with a telescope. What seemed all irregular, he saw and showed to be beautiful constellations, and he added to the consciousness hidden worlds within worlds”





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Sono Giui e sono un Aedo Contemporaneo...

Gli Aedi (da adeis, cantare) erano i poeti che nell’antica Grecia declamavano le gesta di uomini, dei e semidei attorno al fuoco, la sera. Ammiro moltissimo questa figura per la sua funzione di cantastorie e un giorno vorrei davvero meritare lo stesso appellativo.

Oggi, essere un Aedo significa per me raccogliere le vostre storie e farne narrazioni appassionate attraverso il mio obiettivo fotografico. La mia aspirazione è di cantare ogni racconto d’amore, accordando il mio sguardo alle note della vostra personale eufonia dei cuori.



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... fai dell'ordinario una poesia



L’etimo di poesia viene dal greco poiesis, fare. Per ciò la poesia è strettamente connessa a ogni nostra azione. Credo nella forza latente e inibita che il quotidiano cova nelle pieghe dell’ordinario. Qualsiasi cosa facciamo è invece stra-ordinaria e qualsiasi aspetto della nostra giornata può essere osservato e apprezzato per la grazia che possiede.





Possiamo (re)inventarci ogni giorno, tramite gli stessi gesti impregnati di una nuova consapevolezza. Il mio esercizio quotidiano consiste nello svelare questa misteriosa poesia dell’ordinario. Spostando sguardo e prospettiva a ogni nuova occasione, ricerco l’invisibile che custodisce le nostre ore.



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